34) Hollander. Alienazione e ricerca dell'utopia.
Paul Hollander, docente di sociologia presso l'Universit del
Massachussets,  noto soprattutto per l'opera Pellegrini politici
(1981), in cui documenta il fascino continuo ed inarrestabile che
le esperienze storiche del socialismo hanno esercitato su
generazioni di intellettuali occidentali.
In questa lettura egli afferma che alienazione e ricerca
dell'utopia furono le due caratteristiche principali dei
pellegrini politici i quali, se non furono la maggioranza degli
intellettuali occidentali, furono comunque una minoranza molto
importante.
P. Hollander, Political Pilgrims [Pellegrini politici, 1981].

 Ho sostenuto che un gruppo significativo di intellettuali
occidentali, ed in particolare i pi famosi tra loro, avevano
manifestato, nei periodi presi in esame, segni di estraniazione
politica dalla loro societ e, al contempo, alcuni atteggiamenti
di legittimazione di certe societ autenticamente rivoluzionarie o
perlomeno ritenute tali. Con tutta probabilit individui del
genere formano una minoranza di quelli che possono essere definiti
intellettuali occidentali, ma  altrettanto certo che si tratta
di una minoranza importante e che si fa sentire, e che in larga
misura ha contribuito a definire lo spirito del tempo e a
modellare le forme proprie della critica sociale.
Un'altra obiezione alle opinioni espresse in questo libro potrebbe
essere che se  vero che nel passato gli orientamenti prevalenti
tra gli intellettuali occidentali erano di sinistra - e si
intendono gli anni trenta e gli anni sessanta -  anche vero che
dalla met e dalla fine degli anni settanta questa caratteristica
 divenuta sempre di pi non rappresentativa della comunit
intellettuale fino a diventare particolarmente atipica agli inizi
degli anni ottanta.
Se questo  vero, vorr dire che uno studio del genere avr
soltanto un interesse di tipo storico.
A quel che vedo, per, mi sembra che alcuni caratteri peculiari
analizzati nel contesto dei pellegrinaggi sopravvivano ancora tra
gli intellettuali occidentali, nonostante le loro disillusioni nei
confronti di societ che in precedenza erano state idealizzate, e
nonostante i cambiamenti avvenuti nel clima politico generale
caratterizzato da eventi come le vittorie elettorali dei
repubblicani negli Stati Uniti nel 1980 e quelle dei conservatori
in Inghilterra nel 1978. Cos, ho qualche dubbio che questo
fenomeno, che costituisce il principale soggetto di questo libro,
- vale a dire quell'amalgama di alienazione e di ricerca
dell'utopia che  peculiare a cos tanti intellettuali occidentali
- abbia fatto il suo corso. E' vero anche, per, che ci sono ora
negli Stati Uniti alcuni ben definiti e influenti gruppi di
intellettuali designati col termine neo-conservatori e ci sono
in Francia i nuovi filosofi e in entrambi i casi si tratta di
gruppi del tutto opposti negli atteggiamenti e nelle opinioni a
quelle che di solito si associano ai pellegrini politici e al loro
pubblico di sostenitori. E' anche indiscutibile, inoltre, che i
pellegrinaggi in Unione Sovietica sono ormai una cosa del passato
e che l'entusiasmo per la Cina  scemato con la stessa facilit
con cui si era sviluppato, anche se Cuba rimane, invece, per
alcuni intellettuali occidentali un simbolo, solo un po'
offuscato, di una buona rivoluzione.
Come si entra negli anni ottanta, ad ogni modo, non c' alcun
paese al mondo che occupa il posto d'onore e di riverenza che
avevano la Russia negli anni trenta, la Cina agli inizi degli anni
settanta e Cuba alla fine degli anni cinquanta e primi anni
sessanta. Nello stesso tempo, per, non si pu tacere il fatto che
su una scala pi piccola il vecchio scenario  stato rivitalizzato
e ripetuto in altre parti del mondo.
P. Hollander, Pellegrini politici, Il Mulino, Bologna, 1988,
pagine 24-25.
